25 aprile, alla faccia della retorica

Mi piacerebbe scrivere qualcosa a proposito della splendida giornata che io e i miei amici abbiamo passato il 25 Aprile 2014 in quel di Praticello di Gattatico, coronata dal concerto pomeridiano tenuto dai Gang (per inciso, in splendida forma), in celebrazione del sessantanovesimo anniversario della Liberazione dal giogo nazi-fascista.

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GANG – Sangue e Cenere

Mentre scrivo queste parole ho sotto gli occhi la Limited Edition n. 929, in CD, di Sangue e Cenere. E’ la mia.

Questa brevissima premessa è doverosa e necessaria, bisogna subito mettere in chiaro una cosa: se cercate obiettività, se cercate analisi tecniche, se cercate la recensione di stampo classico, e magari un po’ snob, magari un po’ spocchiosa (vero, SIB?), non prendetevi nemmeno la briga di leggere queste righe.

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Se c’è un posto dove torna un Re Bambino

Pensare a una “prima” per un concerto dei Gang fa un po’ sorridere. Li abbiamo visti, senza esagerare, centinaia di volte: in 2, in 3, in 10, con chitarre, trombe, zampogne, fisarmoniche, violini, in posti minuscoli e in grandi palchi, ma sempre con la stessa carica da 30 anni a questa parte. Però da queste parti, cioè a casa loro, c’è veramente un’aria diversa, e questa sera c’è l’elettricità che precede gli avvenimenti importanti.

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