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Cosa c’è sul piatto

Nick Cave and The Bad Seeds – LIVE FROM KCRW

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Spero abbiate già avuto occasione di ascoltare il live pubblicato, lo scorso Dicembre, da Nick Cave and The Bad Seeds: perché merita.
Già la copertina, da sola, varrebbe il prezzo d’acquisto. Nick Cave sprigiona un carisma devastante anche quando si veste da azzimato pappone. Anche da seduto. Anche indossando un paio di scarpe che nemmeno Tony Manero ne “La Febbre del Sabato Sera”. Leggendario. Cave, non Manero.

Poi, ci sarebbe il contenuto del dischetto. E che contenuto!
Si tratta di uno show registrato con i Bad Seeds in formazione ridotta, per l’emittente radiofonica KCRW di Los Angeles. Davanti a 180 persone adoranti, senza alcun overdub.
Versioni più scarne e pacificate rispetto a quelle rese durante l’ultimo, fortunato tour, ma lo stesso incredibilmente efficaci. Attirano subito la tua attenzione, e ti attaccano alla poltrona, dalla prima all’ultima nota.

Due le cose che m’impressionano di più: la prima, il suono della chitarra di Warren Ellis, nitido ma allo stesso tempo impuro. Un suono che sembra sempre sul punto di spezzarsi, ma che invece non si spezza mai; la seconda, la voce di Nick Cave, che ormai da tempo ha raggiunto dei livelli di profondità e di espressività sconosciuti ai più.
Comunque, al di là delle analisi tecniche o pseudo tali, una volta schiacciato il tasto “play”, si gode davvero molto. Come dei ricci, direi.

Si comincia con HIGGS BOSON BLUES, che oserei definire un istant classic: la tenor guitar di Ellis guida la leggendaria truppa in un mantra quasi psichedelico, sia per le liriche, che nell’andamento musicale, e hai l’impressione di essere al cospetto di una grande canzone.
La febbricitante chitarra del super-barbuto domina anche STRANGER THAN KINDNESS, sempre meravigliosa e, soprattutto, MERMAIDS.
Quest’ultima si pregia di una coda finale giocata tutta su un noise che sembra dover esplodere da un momento all’altro, ma che invece viene sapientemente trattenuto grazie all’abilità di Ellis nel saper dominare anche i feedback più selvaggi. Chapeau.

E pensare che al primo ascolto su “Push The Sky Away” (il disco) questa canzone mi sembrava solo un mero esercizio di stile. Grande stile in ogni caso, stiamo pur sempre parlando di Re Inkiostro, eh…che superficiale cazzaro che sono.
Notevoli anche le versioni di FAR FROM ME, PEOPLE AIN’T NO GOOD e THE MERCY SEAT, che ruotano intorno al piano e alla voce di Cave. A proposito di THE MERCY SEAT vorrei aprire una breve parentesi: la puoi stuprare, la puoi sfondare di feedback, la puoi rallentare, la puoi suonare in versione super magra, a cappella, o come cazzo ti pare, il risultato finale non cambia. Si tratta di un capolavoro assoluto, per chi scrive una delle più grandi canzoni di sempre.

Andando sul personale, voglio confessarvi che di nutrire un debole per PUSH THE SKY AWAY (la canzone), che in questo contesto viene resa in maniera molto simile rispetto al disco: mai sentito un simile contrasto tra una musica tanto cimiteriale e un testo così pieno di speranza. Brividi.
Insomma, per farla breve, possiamo dire di trovarci di fronte ad una Band super, una delle più grandi del mondo e di sempre, guidata da un Nick Cave in forma scintillante, mirabile. La parentesi con i GRINDERMAN forse non ci avrà regalato capolavori ma, è evidente, gli ha fatto un gran bene, vista la bellezza sia di “PUSH THE SKY AWAY” (il disco), che di questo live.
Per terminare, mi sento di affermare quanto segue: NCatBS sono ancora in grado di spaccare il culo a tutti quelli che incontrano sul loro percorso. Alla grande.
Non male, per una band di ultra cinquantenni, la cui classe è inversamente proporzionale al (dubbio) gusto nel vestire. Quando li vedi salire sul palco hai l’impressione che siano appena usciti di galera e che si stiano recando ad un appuntamento galante, forse con una puttana da quattro soldi.
Poi, però, si dà il caso che mettano mano agli strumenti, e che comincino a suonare.
E allora, si gode. Assai.

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